Palazzo della Nuova Borsa

Il Palazzo

Piazza De Ferrari, foto d'epoca Il Palazzo della Borsa e quello delle Poste, foto d'epoca Cerimonia d'inaugurazione della Borsa Valori, 20 luglio 1912 Palazzo della Borsa Particolare di un candelabro della Sala delle Grida Particolare della Sala delle Grida Particolare della Sala delle Grida Candelabro e scagni nella Sala delle Grida

Il Palazzo della Nuova Borsa nasce nel contesto della riprogettazione di piazza De Ferrari e della realizzazione di via XX Settembre di inizio Novecento. Commissionato nel 1907 dalla Soc. An. "La Nuova Borsa" alla Società Aedes, il progetto, di cui fu consulente l'architetto Adolfo Coppedè, fu affidato all'architetto Dario Carbone, che portò a termine l'incarico nel 1912. L'inaugurazione dell'edificio avvenne il 21 luglio 1912. Il palazzo occupa un'area di oltre 3000 mq per una volumetria di oltre 100.000 mc; la sua costruzione costò circa sette milioni di lire.

Il palazzo, che riveste eccezionale importanza per la grandiosità dell'insieme e per le sue armoniche proporzioni, è costituito da un monumentale portico pilastrato ad arcate, da un piano nobile di rilevante altezza e di grande impegno decorativo, scandito dal ritmo di semicolonne binate poste tra grandi aperture ad arco, ciascuna contenente una finestra-balcone sottolineata da un'importante architettura a cimasa arcuata; l'edificio è concluso in alto da un ricco cornicione che termina in un attico. Il fronte ricurvo su piazza De Ferrari è ornato da un'elaborata cimasa, vigilata a destra e a sinistra da due grandi cupole accessibili dal vasto terrazzo interno. Al centro è inserito un ampio spazio di forma ellittica che, parzialmente ridotto e ricoperto sopra il piano terra nella parte centrale con un lucernaio, si trasforma ai piani superiori in un cortile interno.

Il piano terra e il primo piano sono destinati alla sede e gli uffici della Borsa, i piani superiori sono adibiti a uffici, mentre al piano sotterraneo, parzialmente ammezzato verso via Boccardo, è realizzato un teatro.

La progettazione della decorazione del salone di contrattazione della Borsa, del sottostante teatro e di alcuni ambienti a essi attigui, nonché del grande scalone d'onore fu assegnata all'architetto Adolfo Coppedè. Il grande salone della Borsa, di forma quasi circolare, riceve luce da sette grandi finestre, decorate con artistiche vetrate legate a piombo, e da un grande lucernaio (al cui centro è raffigurato San Giorgio, Patrono di Genova), sorretto da otto possenti colonne sormontate da elaborati capitelli. La luce artificiale è invece proiettata da diciotto candelabri in bronzo che suddividono, a gruppi di tre, gli "scagni" degli agenti di borsa.

Dopo il 1998, a seguito della chiusura della Sala delle Grida, la Camera di Commercio ha realizzato diversi interventi di adeguamento e restauro tali da consentire l'utilizzo delle sale del Palazzo della Borsa per eventi culturali ed espositivi. Dall'inizio degli anni '40 il teatro è stato sostituito da una sala cinematografica (cinema Olimpia) che ha mantenuto dimensioni e impianto strutturale dello storico salone per concerti, ma che nel tempo ha cancellato l'apparato decorativo originario. A partire dal 2008, i piani superiori, caratterizzati dagli uffici con porte rosse, sono oggetto di interventi di ristrutturazione che coniugano le esigenze di ammodernamento con l'immagine elegante dell'antico palazzo.

Al Palazzo e al suo restauro è dedicato il volume Genova - Il Palazzo della Nuova Borsa di A.M. Nicoletti, E. Manara, G. Bozzo (Sagep, Genova 1999).